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mercoledì 5 luglio 2023

La Casa sull'estuario - Daphne Du Maurier



Autore : Daphne Du Maurier
Letto da : Arthur Gordon Pym 
Quando : 14 - 26 Giugno 2023
Voto : 7,5

Commento :

Interessante romanzo, molto scorrevole. 
Questa volta la Du Maurier si cimenta con il viaggio nel tempo, senza troppi fronzoli: il protagonista beve una droga che gli permette di rivivere dei momenti di storia passata, precisamente nel medioevo. 
Il libro alterna la narrazione nel tempo presente con i viaggi nel passato. La parte medievale ricorda vagamente Timeline, ma è piuttosto confusa. 
É più interessante la parte di contorno, in particolare il funzionamento della droga per viaggiare nel tempo, nonché il finale aperto. 

lunedì 20 gennaio 2020

LA BAIA DEL FRANCESE di Daphne Du Maurier







Autore : Daphne Du Maurier
Letto da : Arthur Gordon Pym
Quando : 2-4 Dicembre 2019, Baja
Voto : 8

Commento :

Ecco a voi il romanzo più romantico della Du Maurier che abbia letto finora, una classica avventura di amore e pirateria.

Questa volta la protagonista, Dona St. Columb, è una nobildonna annoiata dalla agiata vita londinese che si rifugia nel castello di famiglia in Cornovaglia, in cerca di pace. Troverà invece l'avventura, nelle sembianze di un affascinante pirata francese.

Le eroine della Du Maurier non annoiano mai, sono sempre fuori dagli schemi; certamente Dona non si comporta come ci si aspetta da una signora dell'alta società e questo la rende divertente e simpatica, anche se a volte persino troppo sfacciata.

Ella si trasforma in un filibustiere pur di vivere la vita del pirata francese, e scopre che invece della pace e tranquillità a cui anelava quando fuggì da Londra, quello che voleva veramente era vivere una vita libera e ribelle, insieme al pirata che le ha rubato il cuore.

Volendo trovare un difetto al libro, l'ambientazione storica manca un po' di spessore questa volta, così come non ci sono i misteri e le inquietudini interiori dei suoi altri romanzi.

E' una storia più semplice e senza pretese, un amore romantico e impossibile.

Il libro si chiude con un finale dolce-amaro e un interrogativo: una donna potrà mai essere ribelle fino in fondo, e vivere da pirata, come un uomo? oppure, oltre ai "doveri" di moglie e mamma, proverà sempre l'istinto di mettere su casa e diventare stabile?


In conclusione, un libro avventuroso che si legge in fretta, grazie alla scrittura e alla immaginazione sembre godibile della Du Maurier.



martedì 6 agosto 2019

Jamaica Inn



















Autore : Daphne Du Maurier
Letto da : Giuli
Quando : Agosto 2019
Voto : 8,5


Commento : Jamaica Inn è una storia avvincente a metà tra le avventure di pirati (la locanda del titolo ricorda molto "L'ammiraglio Benbow" de L'isola del Tesoro!) e le vicende tormentate nella brughiera (che rimandano invece agli amori tragici di Cathy e Heathcliff in Cime Tempestose).
La protagonista è Mary Yellan, ragazza caparbia e cocciuta che dopo aver perso la famiglia si trasferisce al Jamaica Inn; a gestire questa locanda c'è lo zio Joss che sembra uno spietato pirata a capo di una banda di assassini, e la zia Patience, succube e ormai senza volontà per risollevarsi.
Questo sperduto ritrovo di contrabbandieri diventa il centro del romanzo, luogo tenebroso con stanze vuote e altre sbarrate, passi misteriosi, rintocchi ossessivi di pendole, scalini che scricchiolano... per liberarsi da questa opprimente locanda, Mary vaga nelle brughiere desolate e fa degli strani incontri, senza capire chi può veramente esserle d'aiuto.
Il personaggio più oscuro e inquietante si rivelerà solo alla fine, lasciando immaginare il suo passato e la sua vera natura solo alla nostra fantasia...
Un bel libro appassionante, che sembra un classico dell'800 invece che degli anni 30.

mercoledì 15 maggio 2019

Jamaica Inn by Daphne Du Maurier







Autore : Daphne Du Maurier
Anno: 1936
Letto da : Arthur Gordon Pym
Quando : Bucerias, Maggio 2019
Voto : 8+

Commento :


Daphne Du Maurier è una delle mie scrittrici preferite, giacchè scrive storie avventurose con un tocco inquietante, ambientate nelle brughiere della Cornovaglia, la sua terra.

Jamaica Inn mi è piaciuto fin dalla prima riga: "Era una giornata fredda e grigia sul finire di Novembre", perchè ci introduce subito nell'atmosfera buia, piovosa e desolata della brughiera.

Questo romanzo è un gustoso incrocio tra la prima parte dell'Isola del Tesoro (troviamo quasi la stessa sinistra locanda con ancora più loschi figuri immischiati in sordidi traffici) e i libri delle Bronte, un po' per l'ambientazione, un po' per avere come protagonista una eroina non convenzionale che si ritrova invischiata in guai interminabili.

La protagonista del libro è Mary Yellan, una giovane orfana che si ritrova catapultata dal mondo sicuro e tranquillo della sua fattoria al famigerato Jamaica Inn, una locanda maledetta gestita da suo zio.

Ma Mary non è la classica eroina in pericolo che deve essere salvata, bensì una sorta di Tom Sawyer in gonnella che per spirito di avventura riesce a infilarsi sempre nei pasticci.
La sua figura infatti è l'antitesi della fanciulla in pericolo; anzi, viene descritta come un maschiaccio, impiccione, cocciuta e coraggiosa, dagli stessi personaggi del libro, che per tutta la storia le dicono che "si comporta come un uomo", "maledicendo la debolezza delle donne", "peccato che non sei un uomo!", "saresti stato un ottimo compagno".

Al bando i conformismi, sembra suggerirci la Du Maurier: le protagoniste dei suoi libri sono sempre doppie e pieni di inquietudini (Rebecca; Rachele, etc.) mentre Mary è più semplice, nella sua figura di ragazza coraggiosa che non si rassegna alla parte da donnicciola comprimaria, bensì è ribelle e attratta dai cattivi ragazzi.

Abbiamo Mary da un lato, che cerca di distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato nel mondo di contrabbandieri in cui è capitata, e dall'altro la marmaglia del Jamaica Inn, un branco di tagliagole che vengono descritti con una certa simpatia e approvazione, quasi che fossero una ciurma pirata da parco attrazioni, cattivi solo perchè recitano quella parte.

Attenzione, perchè forse i buoni non sono proprio buoni e i cattivi non sono del tutto cattivi. La Du Maurier infatti insinua nel libro un personaggio latente e insospettabile che rappresenta un male più antico, appena accennato, ma che pervade tutto il libro, ancora più terribile poichè non spiegato, impalpabile, e strettamente collegato al paesaggio.

Ed è proprio il paesaggio, secondo me, o meglio lo scenario, il vero protagonista del libro: prima di tutto la locanda, che sembra la classica casa dell'orrore, con i muri umidi che trasudano segreti antichi e sepolti, quasi una casa che respira.
E poi la brughiera, che come in tutti i libri della Du Maurier non è solo contorno ma è descritta come una entità viva, pericolosa, infida, dove basta un passo falso per scivolare nelle melmose paludi e restarvi per sempre, diventando parte degli spiriti antichi che la costituiscono.

Il libro è pervaso da molta azione e colpi di scena nella parte più piratesca, di avventura sguaiata; ma viene inframmezzato dalle scene più misteriose e introspettive della brughiera, il luogo/personaggio dove ci si perde ma si fanno anche incontri risolutivi.

Il plot twist è degno di Hitchcock, un colpo da maestro davvero agghiacciante, che tinge per un attimo tutta l'avventura di un orrore inspiegabile, come la forza antica che si annida nel terreno scuro di torba, nelle piante fradice di pioggia, nelle rocce scivolose.
Bravissima la Du Maurier che si attiene alla regola del non detto: le cose più terrificanti sono quelle appena accennate.


In conclusione, un libro avventuroso, ottima trama, ambientazione e colpi di scena. Bello!