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lunedì 26 gennaio 2026

Cavallo Pazzo





Autore : Larry McMurtry
Letto da : Giuli
Quando : Gennaio 2026
Voto : 8

Commento : Biografia realistica sul grande condottiero Lakota Sioux, basata su ciò che testimoni bianchi e indiani hanno riportato negli anni, basandosi molto su ricordi e memorie più o meno sincere.
Purtroppo infatti non esistono fotografie o testimonianze scritte sulla sua vita, anche perchè dicono che fosse una figura molto schiva, che non parlava molto e preferiva vivere in modo isolato per la prima parte della sua vita.
Nella seconda parte invece risultò essere una figura di esempio per la tribù, arrivando ad essere invidiato ed odiato da molti  dei suoi compagni.
I resoconti delle battaglie a cui partecipò (come il massacro di Fetterman, o il Little Big Horn) sono sempre avvincenti ed emozionanti, soprattutto descritti (o immaginati) da un narratore come McMurtry.
E poi il primo capitolo è dedicato al Crazy Horse Memorial, dove è stato anche l'autore...

Forse è vero, come dice Alce Nero, che durante la sua vita Cavallo Pazzo non ebbe mai un destriero degno di questo nome. Ma ora possiede un cavallo possente; un cavallo forte come una montagna.
Se la famiglia Ziolkowski terrà duro, fra qualche anno, almeno in spirito, Cavallo Pazzo cavalcherà per sempre sulle Black Hills.

venerdì 22 luglio 2022

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee





Autore : Dee Brown
Letto da : Giuli
Quando : Luglio 2022
Voto : 8

Commento : Fondamentale saggio che narra in stile cronachistico i tristi 30 anni finali della epopea del West, con le ultime tribù di nativi americani sconfitti dall'esercito statunitense.
E' un po' pesante soprattutto per il susseguirsi di guerre, massacri, sconfitte, inganni e tradimenti subiti da tutti gli Indiani, sono cronache tragiche e amare, ma purtroppo è storia recente.
I capitoli più interessanti sono quelli riguardo alle vicende più conosciute, grazie anche ai fumetti di Tex, Ken Parker e Magico Vento, come le battaglie al Little Big Horn e il massacro di Wounded Knee.
 
Chiudo con l'ultima poetica e triste frase di Alce Nero che conclude il libro : 
«Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. 
Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. 
E posso vedere che con loro morì un'altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. 
Lassù morì il sogno di un popolo. 
Era un bel sogno... il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. 
Il cerchio non ha più centro, e l'albero sacro è morto.»

sabato 2 luglio 2022

Gli spiriti non dimenticano




Autore : Vittorio Zucconi
Letto da : Giuli
Quando : Giugno/Luglio 2022
Voto : 9,5

Commento : Bellissimo libro che racconta la vita di Cavallo Pazzo, celebre condottiero e leader spirituale Sioux. 
Zucconi apprende la storia direttamente dai discendenti dei guerrieri che abitavano le Black Hills, al giorno d'oggi rimasti ai margini del progresso e civiltà americana, eppure rimangono fieri e orgogliosi delle proprie origini e tradizioni, proprio come i Sioux di 150 anni fa.
Il ritratto di Cavallo Pazzo è di un indomito guerriero ma anche guida carismatica del suo popolo, marito e padre, disilluso e indifferente alle promesse dei bianchi invasori.
Le pagine epiche delle battaglie del Rosebud e di Little Big Horn sono le più emozionanti, ma tutto il libro si legge con passione e vergogna per quanto causato dall'uomo bianco nei confronti dei nativi americani.
Adesso non posso mancare la visita del Crazy Horse Memorial a settembre. 
Hoka Hey!

mercoledì 13 febbraio 2019

BLACK HILLS by Dan Simmons







Autore : Dan Simmons
Anno Pubblicazione: 2010
Letto da : Arthur Gordon Pym
Quando : Gennaio 2019, Baja California
Voto : 8,5/10

Commento :


Dan Simmons si conferma uno dei miei autori preferiti con questo romanzo storico che mi ricorda Magico Vento in ogni pagina.

Infatti tratta diversi miei argomenti favoriti: le guerre Indiane nell'America di frontiera di fine Ottocento, la vita dei Sioux Lakota nelle praterie e Colline Nere, la storia USA con la costruzione dei faccioni del Monte Rushmore, più un bel pizzico di sovrannaturale.

Per noi che siamo cresciuti con i fumetti Bonelli, questi argomenti suonano familiari, è una storia che potrebbe portare la firma di Gianfranco Manfredi.
Ma immagino e spero che abbia aperto gli occhi a più di una persona, poichè offre una visione equilibrata delle "colpe storiche" di entrambe le parti, i Nativi e i Bianchi.

Il libro inizia in maniera forte, con un colpo di scena: durante la famosa Battaglia del Little Big Horn, lo spirito del Generale Custer, morente, lascia il corpo di Capelli Lunghi per entrare in Paha Sapa (Black Hills), un ragazzo Lakota che scopre di avere il dono della visione.

Questo espediente permette a Dan Simmons di inserire nell'intreccio, basato sul personaggio di Paha Sapa, quindi punto di vista Lakota, interi capitoli dove lo spirito di Custer "parla", ricordando i bei momenti passati con la moglie perlopiù, ma anche spiegando i veri motivi della sconfitta del 7° Cavalleria al Little Big Horn, aggiungendo quindi un punto di vista Wasicun alla storia.

L'intreccio viene sviluppato su diverse linee temporali, raccontando la vita di Paha Sapa prima nella tribù Lakota, poi seguendolo mentre si integra nel mondo Wasicun, o dei bianchi, lavorando al monumentale progetto di scolpire i faccioni dei Presidenti USA nel Monte Rushmore.


Dan Simmons è bravo a non cadere nel mito del "buon selvaggio", ovvero la stucchevole romanticizzazione dei Nativi Americani con la quale il mondo dei bianchi cerca di mitigare la colpa dello sterminio.
I Sioux non erano solo dei mistici che fumavano l'erba pipa, erano anche dei guerrieri spietati e vendicativi.

Quindi è interessante vedere come Paha Sapa, ormai integrato nel mondo Wasicun resti affascinato dalla magia dei Bianchi: la tecnologia, il progresso, le grandi costruzioni.

Un lungo capitolo del libro è dedicato alla costruzione del Ponte di Brooklyn, mentre altri capitoli indugiano sulla Esposizione Mondiale di Chicago del 1893; in entrambi i luoghi Paha Sapa entra in trance, come per sottolineare che il Wakan, il sacro e il sovrannaturale si possono trovare ovunque per chi sa percepirlo, che sia isolato sulla cima delle Black Hills come in mezzo al Ponte di Brooklyin.

La ricerca storica di Dan Simmons è sempre minuziosa, oltre a usare molte parole in Lakota nel romanzo, alla fine del libro c'è addirittura un capitolo "Guida alle Black Hills", dove elenca i luoghi storici del libro uno ad uno, con tanto di letture consigliate per prepararsi alla visita.
Ti fa venire voglia di organizzare subito un viaggio in Sud Dakota!

Il finale del romanzo è discutibile. Forse troppo politically correct?
Ai posteri l'ardua sentenza.


Mitakuye Oyasin!